BRITNEY NATIONAL PARTY

Breve storia della censura contro il Britney National Party

Il Britney National Party nasce nel 2006 su un forum a tema politico (Politica On Line per i più anziani) e sbarca poco dopo sui social ancora all’inizio del loro boom. Da quel momento in poi la nostra storia è costellata di ban, censure, shadowban, fino alla totale cancellazione e messa al bando di siti e parole d’ordine.

Vorremmo brevemente ripercorrere questa nostra storia di censura affinché possa essere utile a chi come noi vuole continuare a dire quello che pensa e a pensare quello che dice.

Prima alcune premesse: tramite le nostre pagine, sebbene da quella cloaca di “Vice” siamo stati definiti “nazisti ironici”, non abbiamo mai fatto proselitismo per partiti politici ne abbiamo mai diffuso propaganda nazista. Il nostro punto di vista, è denominato Rossobrunismo e Cameragnismo. Crediamo davvero in questi concetti che simboleggiano una visione sociale (rossa) e tradizionale (bruna) che quindi più di tutto cozza contro l’attuale dittatura del pensiero che è invece liberale e modernista. Ma è evidentissimo già dalle definizioni che il nostro grado di AUTOironia è abbastanza alto. Questo per vari motivi. Le nostre idee sono molto lontane dall’attuale sistemazione del mondo e quindi nella migliore delle ipotesi attualmente rasentiamo l’utopia. Le nostre idee sono in divenire, cerchiamo da tempo nell’agone filosofico politico nuove sintesi ed elaborazioni, quindi quello di cui discutiamo o che prendiamo ad esempio e confronto non è intoccabile o sacro. Dobbiamo pur sopravvivere in un mondo così assurdo e ci piace scherzare sull’essere del tutto senza una patria ideologica esistente. Potremmo continuare ad elencare i motivi perché l’unico modo che ci rimane di parlare di politica per noi è prenderla poco sul serio, che poi è l’unico modo che si ha oggi per pensarla veramente.

Questo prenderci poco sul serio comporta quindi dei fraintendimenti con chi invece vede il dibattito pubblico come un luogo recintato dove non tutte le idee possono entrarci. I primi ban li prendemmo diffondendo immagini di Hitler con il ciuffo in testa e la scritta sotto “Hitler Tony”. Che cosa significa bannare una cosa del genere? Stiamo per caso propagandando il nazismo? O pubblicizzando Little Tony? Semplicemente stiamo prendendo spunto dall’ossessione che i liberali hanno per Hitler e tutto quello che riguarda Nazismo o comunismo. E stiamo prendendo in giro quei nazisti che la mattina e la sera si salutano sui social con le immagini con scritto “Buongiorno fascista” Buonanotte nera camerati”.

Però Facebook non lo sa o non vuole saperlo, più semplicemente non ha la minima capacità di ironizzare perché fare satira o scherzare su temi scottanti è un ambito di dibattito e i liberali non accettano nessun dibattito.

Abbiamo anche negli anni diffuso delle parole d’ordine, per esempio prendendo spunto da tormentoni che il mercato ci proponeva di continuo: “L’uomo del monte ha detto Sieg” (spot pubblicitario), “Per me è Sieg” (Trasmissione televisiva con giuria): niente da fare, ban e censura. Direte voi, cattivo gusto, usate parole che ricordano il nazismo e mettete la faccia di Hitler. No ve lo diciamo noi, è lesa maestà, la maestà del mercato.

Potremmo elencare migliaia di esempi simili ma veniamo ad una successiva fase di censura. Prima vennero a bannarci le immagini, poi cominciarono a cancellarci intere pagine.

La pagina facebook del BNP è stata cancellata almeno 4 volte, sempre prontamente ricreata dagli instancabili cameragni. Ma nel frattempo siamo stati totalmente bannati da Youtube (che è di Google). Questo è interessante. Youtube non ci ha mai permesso di creare un canale dal quale poter guadagnare dalle visualizzazioni; essendo il nostro un tema social politico così poco allineato ci ha inizialmente tolto questa opportunità che invece concede agli youtubers allineati al mercato. Benissimo. NOTATE BENE, non ci lamenteremo mai della censura di questi siti, sappiamo bene che sono siti PRIVATI posti in uno Stato lontano (USA) che rispondono agli interessi privati e statunitensi. La questione è la rilevanza che hanno nella nostra società; ma continuiamo la ricostruzione.

Oltre a non considerarci come un qualsiasi utente che aderisce all’ideologia di mercato, anche se semplicemente utilizzando i loro mezzi la stiamo accettando di fatto, Youtube d’un tratto cancella totalmente il nostro canale. Abbastanza rilevante e storico nella piattaforma, totalmente privo di propaganda nazista, semmai colmo di video in cui attori, cagnolini, pesci rossi, alzano zampe e pinne in segno di ZIGAIL, ossia scimmiottando il saluto nazista accompagnato da Sieg Heil. Non vogliamo sempre spiegare perché facciamo quello che facciamo ma mettere un cane che ricorda il nazismo è poco attinente col nazismo, ma molto attinente a chi vede nazisti ovunque.

Dopo averci chiuso il canale di video è toccato al sito internet. Avevamo un sito di secondo livello su WordPress, ossia www.britneynationalparty.wordpress.com con gli stessi materiali delle pagine social. WordPress, che fra l’altro si fregia di aderire alla libertà di sviluppo dei software, sempre indicando una generica violazione degli standard della community (che sono le fumose regole della nuova dittatura del pensiero unico) ha cancellato del tutto tutto il materiale.

Quindi non contenti e mai domi ne abbiamo aperto un altro, questo nel quale leggete il pezzo ossia www.britneynationalparty.com e a questo punto abbiamo scoperto una cosa fantastica quasi a forma di svastica.

Il sito nuovo nuovo senza contenuti, nato dal nulla, era bannato da Facebook. Ossia immettendo il nostro indirizzo o un nostro articolo su facebook (provare per credere) la piattaforma non accetta il link. Dice che viola gli standard della comunità, ma quali standard dovrebbe violare se era già bannato alla sua nascita? L’unica spiegazione è che facebook abbia bannato il nome stesso del nostro gruppo, Britney National Party, il nome della bestia.

Potremmo parlarvi di ulteriori ban su Instagram o potremmo farvi ridere su immagini assurde cancellate senza motivo da questi social. Ma vogliamo finire con l’ultima storia. Oggi la nostra pagina principale su Facebook è shadowbannata. Lo shadow ban è una forma più scaltra di ban: la pagina esiste ma i post che pubblichiamo non arrivano agli utenti, ogni condivisione rimane sotto le dieci visualizzazioni, mentre prima per ognuna si parlava di una media di migliaia. Il motivo di questa ulteriore giro di vite verso il povero britneyano? Abbiamo condiviso un poster dell’iraniano Soleimani mentre prega. Quindi anche condividere un uomo ucciso dagli Stati Uniti in quanto per noi simbolo di una visione geopolitica diversa da quella di Washington è motivo di censura.

Non vogliamo tediarvi oltre. Continueremo a fare la nostra battaglia, a prenderci in giro e a combattere contro il sistema liberale. Continueremo a parlare da liberi scavalcando gli ostacoli della censura. Ma tu ragazzo, tu ragazza, che ti appresti a scendere in campo tieni presente chi sono i tuoi veri nemici. Come disse un simpatico filosofo: L’uomo è nato libero ma dappertutto è sottoposto agli Standard della community.