BRITNEY NATIONAL PARTY

La Transizione arma del padrone

La Transizione si sa, lascia per strada sempre qualcosa. Quando un uomo è in transizione sessuale, per rassomigliare ad una donna si farà tagliare gli attributi. Quando è la donna invece a volersi trasformare in un uomo si farà affettare le tette come mortadella IGP. E quando la transizione invece è ecologica? E’ la più trista transizione mai vista: perdiamo gli attributi perché non c’è nessun coraggio di criticare, le mammelle perché con l’ulteriore aumento di povertà di figli se ne vedranno ancora meno e a quanto pare dobbiamo rinunciare pure al cervello, visto che lo spirito critico è finito nel tofu di Greta Thunberg.

Draghi transizione ecologica

A proposito di Greta: non so se ci avete fatto caso, ci stanno trattando come masse di adolescenti “snowflakes” affascinati dalla nuova battaglia fondamentalissima e unicissima, quella ambientale, così importante da scalzare qualsiasi altro tipo di battaglia sociale: ciucci pronti per il paese dei balocchi. Pure Grillo in italia ha gabbato i suoi militanti cinque stelle allo stesso modo: mettiamo il liquidatore a guida del Paese, l’importante è la battaglia ambientale. 

Che vogliamo dire della transizione ecologica energetica ambientalistissima? Che è fatta per salvare il pianeta da quelli che il pianeta lo stanno inquinando? Che comporterà un ulteriore aumento dei prezzi? Che già da anni la stiamo pagando tutti, allo stesso modo (che spettacolo la flat tax no?), sulle bollette? Che non comporta nessun tipo di miglioramento ambientale, visto che analizzando tutta la filiera (dell’elettrico per esempio) inquinamento e inefficienza regnano ancora? 

Essendo ultrastatalisti in realtà ci interessa una sola cosa: la transizione energetica serve principalmente a frammentare la produzione di energia, frammentarla in tanti piccoli produttori privati. E’ il solito schema del sistema liberale (a guida Usa), frammentare, accarezzando e coccolando per un po’ dal medio-piccolo imprenditore fino alla partita iva, facendoli sentire imprenditori di successo, per poi maciullare tutta questa carne da cannone fagocitando le attività in aziende “private” (semplicemente controllate da un altro potere) che diventeranno monopoliste. In tutto questo chi è che è stato estromesso? Lo Stato Italiano: quindi il popolo sovrano. Oggi, pur dopo campagne di liberalizzazione che hanno portato avanti questo stesso obiettivo a uso e consumo di poteri transnazionali globali (Grandi Banche, società di investimento ecc.. quasi tutte col passaporto statunitense), c’è ancora un minimo controllo su settori di importanza strategica come questo. Quando il vostro vicino di casa creerà con i fondi pubblici l’aziendina per produrre l’energia utile a caricare la Jeep in leasing del figlio (per una fantastica autonomia di 90 km!!!) chi controllerà questo settore strategico?

E quindi? Davvero abbiamo bisogno di una morale finale? 

Piuttosto ricordiamo a quelli che credono negli asini volanti che in Italia c’è stato un solo periodo in cui l’energia era tutta rinnovabile: durante il fascismo, lo Stato, volendosi autarchico aumentò lo sforzo idroelettrico e sviluppò tecnologie del solare indiretto: biocombustibili, eolico, solare termico. Macchine elettriche, solari ad alta e bassa temperatura, idrogeno, canapa…. Insomma il sogno dei nostri novelli ambientalisti. Che però oggi si dicono in maggior parte antifascisti (e anticomunisti per carità!!), perché? Semplice, perché quello che non si vuole assolutamente è che il popolo sovrano, lo Stato, gestisca e controlli un settore strategico come questo.

Se sei arrivato a leggere fino questo punto hai meritato un premio: vai ad accendere la tua automobile a benzina o diesel e sgasa in allegrezza fino a nasconderti in una nube di polveri sottili, dopodiché godi, perché anche oggi l’ambientalista piange.